L’organismo istituzionale che rappresenta la comunità
L’idea di un organismo che affianchi il parroco nel discernimento pastorale nasce con il Concilio Vaticano II, che ha dato forma istituzionale a un principio più ampio, quello della corresponsabilità dei laici nella missione della Chiesa.
Questo orientamento è stato recepito dal Codice di Diritto Canonico del 1983, che al canone 536 stabilisce che, se il Vescovo diocesano lo ritiene opportuno, in ogni parrocchia può essere costituito un Consiglio Pastorale, presieduto dal parroco, nel quale i fedeli e coloro che partecipano alla cura pastorale collaborano nel promuovere l’attività della comunità. Il canone precisa, inoltre, che il Consiglio ha voto consultivo, cioè può proporre e discutere, ma la decisione finale resta al parroco, e che spetta al Vescovo diocesano definirne le norme di funzionamento.
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) si focalizza sulla vita spirituale, pastorale ed evangelizzatrice; la gestione economica e patrimoniale spetta invece al Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici (CPAE), obbligatorio per norma canonica (Codice di Diritto Canonico, can. 537).
Per cui il CPP è l’organismo istituzionale con cui la comunità dei fedeli condivide la responsabilità della vita e della missione della parrocchia insieme al Parroco ed ha quindi una sua natura e delle funzioni specifiche.
Natura ecclesiale del Consiglio Pastorale Parrocchiale
Carattere consultivo: non possiede un potere deliberativo autonomo. Tuttavia, rappresenta una sede fondamentale di discernimento comunitario a cui il Parroco fa costante riferimento nelle decisioni guida.
Corresponsabilità dei battezzati: traduce in pratica la vocazione di tutti i fedeli alla missione della Chiesa, riunendo i rappresentanti delle varie realtà parrocchiali (laici, consacrati, giovani, famiglie, operatori pastorali).
Presidenza e guida: è presieduto dal Parroco, che garantisce la comunione con le direttive della Diocesi e del Vescovo.
Funzioni e compiti principali
Periodicità: incontri calendarizzati precisi.
Ascolto e analisi: Rileva le necessità spirituali, sociali e culturali del territorio in cui opera la parrocchia.
Programmazione pastorale: Elabora e propone le linee guida per il Piano Pastorale Annuale, coordinando le attività relative a catechesi, liturgia, carità ed evangelizzazione.
Coordinamento e sinergia: Favorisce la collaborazione e il dialogo tra i diversi gruppi, associazioni e movimenti attivi in parrocchia.
Verifica periodica: Valuta l’andamento delle iniziative attuate per verificare se rispondono realmente ai bisogni della comunità e ne adegua la rotta ove necessario.
La Nostra Realtà
Nelle diocesi di Susa e Torino, guidate dal cardinale Roberto Repole, si sta oggi lavorando molto affinché i CPP diventino un reale strumento di condivisione della vita di ciascuna parrocchia, anche in vista di un cammino che sta portando sempre più comunità di piccole dimensioni a collaborare tra loro condividendo un unico sacerdote come guida.
Nella parrocchia di Sant’Ambrogio di Torino questo cammino è già una realtà consolidata grazie alla convinzione di don Romeo. Qui, da oltre 50 anni, il CPP si riunisce mensilmente il primo lunedì del mese alle h. 21.00 ed è formato ad oggi da 19 membri, incluso il parroco in qualità di presidente.
In ognuna di queste occasioni si coglie intanto l’opportunità per poter fare una preghiera insieme ed un momento di formazione che doni il discernimento per prendere le giuste decisioni per la vita della comunità parrocchiale.
Al termine di ogni incontro viene stilato il verbale. Ogni singolo verbale è rigorosamente conservato dal parroco a testimonianza della cura e della trasparenza dell’organismo che si occupa di gestire la parrocchia ed i rapporti tra i membri della comunità.
Ecco che in una realtà come Sant’Ambrogio di Torino, che conta poco più di 4.000 abitanti, il CPP assume un volto particolare, meno formale e più familiare rispetto a quanto si potrebbe immaginare leggendo solo il testo del Codice Canonico.
In questo contesto si radunano ad un tavolo persone che già si incontrano al mercato, alla SS. Messa o alla festa patronale e si ritrovano per pensare insieme al cammino della comunità e alla collaborazione con le altre parrocchie della diocesi, spesso riunite in “unità pastorali” per cui diventa semplice l’attuazione del fatto che la corresponsabilità tra parroco e laici non resta un principio teorico, ma fa parte di una gestione pratica e quotidiana.
Membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale
Presidente: il Parroco Don Romeo Zuppa
Vicepresidente: Alfredo Maritano
Consiglieri:
Alessandro Correa
Barbara Picollo
Claudia Lussiatti
Claudia Suppo
Dolores Serpi
Erika Raimondo
Flavio Ottone
Giuseppe Cigno
Letizia Gili
Luca’ Teresa
Luigi Iaropoli
Marina Beda
Martina Maritano
Massimo Masiero
Paola Romano
Simona Pellegrino
Tiziana Pieruz
Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
(Marco 6: 7-13)
