Una vita da chierichetto
All’età di 6 anni il primo servizio a Messa, non spinto dalla mamma, che era comunque molto fedele e presente in parrocchia, ma semplicemente perché voleva farlo. Il papà era il netturbino del paese e, nella memoria dei santambrogesi, resta la sua dedizione e il suo senso del dovere nel fare al meglio un compito che all’epoca spettava solo a lui, anche rincorrendo una foglia che volava via spinta dal vento per poter lasciare il paese più pulito e vivibile possibile. Probabilmente da qui Emilio, ha imparato la costanza e la dedizione e così è diventato una presenza fissa della parrocchia, una colonna della cerimonia della Messa, conosciuto e ben voluto da tutta la comunità.
Ed è lui che si occupa di ‘insegnare’ ai bambini le attività da chierichetto, a volte è solo a servir Messa ma ci sono occasioni in cui deve guidare fino a una dozzina di bambini e ragazzi al servizio. Per Emilio questo non è un problema, ormai ha l’esperienza per poter gestire tutto al meglio ed in particolare ha il suo ‘pezzo forte’ nell’utilizzo del turibolo, lo strumento utilizzato per bruciare l’incenso, che governa con maestria e precisione rendendo ancor più solenni le cerimonie in cui viene utilizzato.
Accompagna don Romeo quando ci sono le occasioni in cui si deve recare a Susa ed anche lì, serve Messa con il vescovo o il cardinale che celebra, così come in ogni occasione in cui la Messa è celebrata ‘in trasferta’.
Ma non è solo il cerimoniere ufficiale, è anche la memoria storica della parrocchia perché ricorda ogni particolare di ogni parrocchiano: dove abita, i nomi dei componenti della famiglia, la loro storia. Si direbbe essere una persona che sa tutto di ciò che accade in paese e così è soprannominato ufficialmente da don Romeo, che usufruisce di questa sua memoria, suo ‘primo segretario’.
Tra i vari ragazzi che son passati in questi anni sotto la sua guida, oggi è giusto citare Ludovica, una ragazza che da quasi 10 anni serve a Messa e che ha un obiettivo da raggiungere che don Romeo ha sapientemente utilizzato come leva motivazionale: se sarà costante ancora per qualche tempo ed arriverà a servire sino ai 18 anni, potrà andare in pellegrinaggio a Lourdes a spese della parrocchia come premio per il servizio svolto in tutti questi anni. Ed in questo Emilio ha un ruolo importante perché essendo lui il responsabile di questo servizio, gli spetta anche la responsabilità di continuare a seguirla per raggiungere questo importante traguardo.
Emilio dal 2020 vive in parrocchia e così serve la comunità anche in tantissime attività quotidiane e, nonostante un fisico minuto, si adopera anche in mestieri in cui serve la forza dei muscoli. Ad oggi ha ormai superato i 55 anni di servizio di assistenza alla Messa, se esistesse una classifica, Emilio potrebbe esserne in testa. La classifica però resta in secondo piano rispetto al fatto che sia, indiscutibilmente, un orgoglio per tutti i parrocchiani avere una persona che rappresenta la costanza nel voler dedicare il proprio tempo per un servizio alla comunità; l’esempio del valore cristiano della generosità volontaria: di come ogni singola persona può decidere di fare la differenza impegnandosi in una mansione che gli si addice per il bene di tutti.
Grazie Emilio.
E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.
(Matteo 23, 10-12)
