Il Diacono

 

La figura del diacono

Il diacono non è né un viceparroco, né un super chierichetto. È un Ministro ordinato con compiti nella liturgia, della parola e della carità e può amministrare i sacramenti del matrimonio del battesimo.
Prende posto all’altare, assiste il vescovo o il presbitero nella celebrazione della liturgia, svolge servizio al calice ed al libro proclamando la divina Scrittura, può distribuire la comunione come ministro straordinario e può esporre pubblicamente l’Eucaristia all’adorazione dei fedeli e poi riporla.

Ha un ruolo rilevante anche nella cura pastorale degli ammalati, non può amministrare il Sacramento dell’Unzione, ma può soccorrere l’ammalato al dolore preparandolo a riceverlo e, qualora il diacono sia sposato, può esercitare un accompagnamento ai malati entrando in maggiore empatia con loro, in quanto ne conosce le dinamiche familiari e di coppia che nella malattia sono particolarmente delicate.


Fernando Gatto, il buon diacono della chiesa di San Giovanni Vincenzo

Inizia gli studi di teologia presso la Facoltà Teologica di Torino nell’anno 2011/2012 e successivamente inserito nel cammino diaconale, riceve il Ministero di Lettore nel 2021 e quello di Accolito nel 2022.
Dopo un cammino di studi durato cinque anni, il 22 novembre del 2022, nella Cattedrale di Susa, riceve l’ordinazione diaconale con l’imposizione delle mani del Vescovo.

Ora, si contraddistingue per l’umiltà e la devozione e svolge i compiti che gli vengono affidati con amore e mettendosi a servizio della comunità con particolare attenzione agli ammalati, ai poveri, agli anziani e ai ragazzi.
Tutto ciò con l’aiuto di Dio, sotto la guida dello Spirito Santo e con il suo piacevole, pacato ed amorevole modo di essere.

Grazie Fernando.


Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: “Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico.!” (…) scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
(Atti degli Apostoli 6, 2-6)

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